Evviva, oggi è venuta a udienza la mamma di Chiarina l’ochina!
Seeee, lo so, è maggio iniziato, Chiarina fa l’ochina da settembre, ci si poteva far sentire prima, tanto per sapere che la figlia fa l’alga, non sa chi è Carlo Magno, cioè, no, un momento, sono troppo cattiva, non è vero che non sa chi è Carlo Magno. Il fatto è che non sa nemmeno che abbiamo parlato di Carlo Magno, se lo sapesse (che ne abbiamo parlato) magari saprebbe anche chi è.
Comunque, ha messo la Russia nella penisola iberica, e il fiume Ebro al posto del Po, e quando le chiedo: ma scusa, che cosa stiamo facendo?, mi guarda scuote la chioma, liscia la fragiona, stringe un poco la boccuccia e scuote la testa e si capisce che dice: guardi prof, mi spiace proprio tanto per lei, ma non ne ho la più pallida idea.
Comunque non diventa rossa. È diventata rossa soltanto quando le ho detto di coprirsi la pancia, di non farmi vedere il sedere, e di smetterla di inseguire durante l’intervallo ogni maschio che vedeva nel corridoio, sopra i dodici anni (quelli di dodici anni non li caga; lo so perché Giucas, che ha appunto dodici anni, si è fatto tagliare i capelli in modo che da un lato comparisse la scritta “chiarina!”, ma lei, niente).
Comunque con me sta buona. Immobile, zitta e ferma. Qualche volta si liscia i capelli. Qualche volta li scuote, i capelli. Me ne accorgo per il rumore che fa il suo cervello che sbatte piano di qui e di là mentre ondeggiano le chiome.
Comunque.
La mamma.
Mi avvisa che il marito va via due settimane, premio produzione o viaggio di lavoro, capisco mica bene, in Egitto. E la vuole con lei. E lei: no, che non lascio i bambini a casa salire per salire noi su un aereo. Allora: andiamo tutti, anche i bambini (così, se cade l’aereo, i bambini non restano orfani, cadono anche loro).
Ma signora, e la scuola?
Eh, ma poi torna.
Sì, vedo. C’è l’abitudine, in questa classe, di piantar lì la scuola e andare in vacanza.
Ah, ma tanto lei mi fa l’elenco di tutto quello che fa in quei quindici giorni.
Guardi, signora, basterebbe che sua figlia prendesse il libro e se lo studiasse da-ca-po.
Eh, sì, è un po’ lenta a studiare.
No, guardi che non studia proprio. Le abbiamo anche mandato una lettera.
Ah, la lettera è stata un terremoto. Nella mia famiglia, non è mai arrivata una lettera.
Signora, ma la lettera è di due mesi fa.
Sì, e nella mia famiglia, mai.
In ogni modo, Chiarina è insufficiente, lo sa?
Ah, ma come, in matematica va benissimo, c’ha ottimo, in italiano va bene, c’ha più che buono.
Eh, invece con me non studia e c’ha insufficiente.
Ma come, alle elementari era così brava, le maestre mi dicevano è brava, studia, va bene. Solo in matematica aveva la sufficienza, e l’ho iscritta ai laboratori [quelli della Moratti, accidenti] solo di matematica, e invece in matematica c’ha ottimo e in storia no.
Sì, signora, perché non sta attenta, non studia, non fa niente.
Eh, già, ma questa classe va male, non riuscite a tenerla.
Eh, no, signora, guardi che con me non fiatano, e Chiarina sta seduta ferma e zitta, solo che…
Ma alle elementari era tanto brava. E qui non fa più niente.
Allora perché la porta via quindici giorni?
Ma bisognerebbe che i genitori di quelli che disturbano fossero avvisati.
Signora, guardi che Chiarina, quando non ci sono io, disturba più degli altri, dice parolacce che neanche uno scaricatore di porto, non sta nel banco.
Sì, ma bisognerebbe che i genitori di quelli che disturbano fermassero i figli.
Signora, ma lei riesce a fermare Chiarina e a farla studiare?
Perché dopo se disturbano quelli lì ci va di mezzo tutta la classe.
Infatti non andranno in uscita.
Ecco, questa non è una punizione giusta, perché quelli bravi ci rimettono.
Signora, ce ne sono cinque su ventisei che si può portare fuori. E Chiarina è una di quelle tra le più scalmanate e maleducate.
Eh, sì, bisognerebbe avvertirli i genitori di quelli che disturbano, che si interessino dei figli.
Signora, la sto avvertendo, Chiarina non studia, non fa i compiti e, nelle altre ore, disturba come una cavalletta, lei si interessa?
Allora prendo il libro di storia e mentre andiamo in Egitto la faccio studiare?