mercoledì, 21 maggio 2008, ore 21:41
scarabocchiato da LaVostraProf tanto per parlare di oi dialogoi, grammatica

Ragazzi – faccio stamattina appena arrivata – sono stata assente una settimana, adesso la scontate voi. Invece di fare il ripasso in quattro lezioni lo facciamo in una, ok?
Ci vuole il libro, prof?
Sì, ci vuole.
Ci vuole il quaderno, prof?
No, macché, puoi scriverti sulla fronte.
Davvero, prof?
No, no, scherzavo!
Ma che libro, prof?
Scusa, Pinotto, che ripasso dobbiamo fare?
Eh, non lo so, che ripasso dobbiamo fare?
Linìn, tu lo sai che cosa dobbiamo ripassare?
Sì, prof, storia.
Brava. E la verifica di grammatica chi la fa?
Noi, prof?
Brava. E cosa ripassiamo adesso?
Grammatica?
Brava. Cominciamo a…
Prof, ma ripassiamo scritto o orale?
Pinotto, tu non preoccuparti, un po’ scritto e un po’ orale, basta che stiate attenti.
Sì, prof, facciamo scritto o orale?
Comincia a scriv…
Prof, ma ha detto che facevamo un po’ orale.
SCRIVI!
Sì, prof, un attimo che prendo il quaderno.
Prof, non c’ho il foglio.
Fattelo prestare.
Non me lo presta.
Perché non gli presti il foglio Linìn?
È il cinquantesimo, prof.
Pinotto, questo foglio costa cinque euro, hai cinque euro per questo foglio?
Ma no, prof, non ce li ho.
Allora scriviti sul braccio.
Ma no, prof, come faccio? Dopo mi sporco tutto.
Linìn, dagli un foglio che domani ti porta dieci euro.
Prof, erano cinque, prima.
Adesso son quindici euro.
Ma prof, quindici euro per un fo…
Venti.
Sì, prof, scusi, prof, ora scrivo, prof.
“Salire le scale è salutare”, dov’è il gruppo del soggetto?
Salire le scale, prof.
E bravo! E il gruppo del predicato?
È salutare, prof.
Bene! E che predicato è?
Predicato verbale, prof.
Sta attento… che verbo c’è?
Salutare, prof.
Come, salutare? Cosa vuol dire salutare?
Eh… salutare, prof., ciao, buongiorno, salutare.
Allora, leggi la frase e, quando sei lì, saluta!
“Salire… le scale… è…  Forum Smileyssalutare”
Giusto? Vuol dire salutare, ciao, ciao?
No, prof, vuol dire un’altra cosa.
Bene, che cosa?
Eh… che salire le scale fa bene.
E allora, “salutare” in quella frase che cosa è? Un verbo?
No, prof, non è un verbo.
E che cosa è?
Non lo so, prof.
Cris, rispondi tu.
Salutare è un aggettivo.
Bene. Pinotto hai capito?
Sìììì, prof!! è come “cammino”.
 
la classe prorompe in un grido di gioia. Forse possiamo risparmiarci Santiago di Compostela...

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mercoledì, 21 maggio 2008, ore 07:21
scarabocchiato da LaVostraProf tanto per parlare di momenti dolorosi

Sono le sette e un quarto.
Non piove quasi più.
Sto quasi bene.
Non voglio andare a scuola.
Non voglio rivedere i mie alunni.
Non voglio sgridare Tonio mentre lancia le palline di carta sul soffitto.
Non voglio sgridare Moshid mentre si dondola sulla sedia di fianco alla cattedra e fa le battue sui compagni.
Non voglio rivedere la Sissina che mi ha ri-chiesto di firmarle ore in più.
Non voglio voglio rivedere il professor Magli che  ormai non tiene più la classe mentre io faccio lezione di fianco.
Non voglio andare nella scuola dove farò gli esami.

Io
sono nata
per
la vacanza.


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martedì, 20 maggio 2008, ore 07:58
scarabocchiato da LaVostraProf tanto per parlare di alunni

Lello ha una forma leggermente a pera, schiacciata appena sotto il mento e poi si lascia andare. Un po’ a forma di mozzarella, poi c’è che è bianco come la carta non riciclata, così forse mozzarella è più adatto di pera. Capelli neri, lunghetti e lucidi appiccicati al cranio. Occhi grandi, leggermente a mandorla e girati all’ingiù. È cicciottello e manca di sistema scheletrico, così che traballa un po’, quando gira per il corridoio. E puzza. Inevitabilmente. Le cretinette della classe costrette a sedergli vicino, si girano dall’altra parte e ti guardano come a dire: ma come, prof, non sente che cosa siamo costrette e sentire? Tu le guardi tranquilla, perché, in coscienza, tu non senti quello che loro sono costrette a sentire: non senti proprio nessun odore. Vai sulla fiducia: Lello puzza, prof.
All’ultima lezione di ginnastica lo spogliatoio si è svuotato in un attimo e all’inizio della lezione di grammatica te li trovi tutti già lì, per la prima volta nella storia. Che succede? Lello si è cambiato le scarpe. La collega di ginnastica dice: bisogna fare qualcosa. Tu dici: diglielo. Lei dice: diglielo te che puoi andargli vicino. Allora gli vai vicino, nell’intervallo, lo tiri in disparte, chiudi la porta della classe e cominci la storia degli ormoni, che forse, l’igiene, magari, una saponetta, la doccia, un deodorante, e magari cambiare la tuta, ogni tanto. Lui ti guarda, gli occhi all’ingiù, la boccuccia socchiusa, le guanciotte bianche, la pappagorgia bianca che traballa mentre fa sì, sì, e non muove nessun altro muscolo. Voglio dire: gli stai dicendo: caro ragazzo, puzzi come uno di quei formaggi sardi, e a dirglielo ti senti pure poco bene, hai paura della reazione che, si sa, in questa stagione della vita gli adolescenti sono sensibili come una piantina carnivora, chissà cosa gli stai scatenando dentro, e lui rimane lì come una mozzarella scaduta e fa sì, prof, grazie, prof.
Poi devi andare, l’intervallo sta per finire, bisognerà pure aerare la classe, dici, hai capito, Lello? Magari ti fai una doccia e cambi la tuta, per domani, metti quella grigia che è un po’ che non la metti. Sì, prof.
Eh, sì, prof…
Il giorno dopo ha su la tuta grigia, quella che era un po’ che non la metteva. Poliestere puro. Quelle che a lavarle si asciugano mentre sono ancora in lavatrice. Cioè. Si asciugherebbe. Se fosse stata lavata.
Invece.
Oggi tutti in piscina per la prima lezione di nuoto.

Chi lo dice che insegnare ginnastica è tutto rose e fiori?


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lunedì, 19 maggio 2008, ore 13:59
scarabocchiato da LaVostraProf tanto per parlare di vaccate

Queste le regole del gioco:
Indicare il blog che vi ha nominato con annesso link.
•Descrivere le regole di svolgimento
•Scrivere 6 cose che si preferisce fare
•Nominare altri 6 blog tramite i quali dovrebbe proseguire il meme
•Lasciare un commento su tutti e 6 i blog appena citati
6 cose che mi piace fare
1) Dormire
2) Isolarmi da parenti amici e conoscenti, ogni tanto
3) Oziare
4) Mettere a posto i miei libri
5) Leggere mentre mangio
6) Andare in macchina da sola sull’autostrada
 
Ed ecco gli altri blog (molti i chiamati, pochi gli eletti, chissà come sono contenti):
http://uffaprof.wordpress.com/
http://euclide.wordpress.com/
http://ingliscprof.wordpress.com/
http://clotildeblog.wordpress.com/
http://sportelloutenti.splinder.com/
http://aoirghe.wordpress.com/

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lunedì, 19 maggio 2008, ore 10:08
scarabocchiato da LaVostraProf tanto per parlare di nonsense, internet, domande esistenziali, vaccate

Ovvero: da un'idea di Aitan qui pedestremente sviluppata utilizzando tal quali le chiavi di ricerca (e anche il titolo viene dalle chiavi di ricerca)

Io insegnante tu alunno
che domande si possono fare per intrattenere un prof?
che cosa sono le finestre per la pensione?
quali sono le cialde in carta standard?
come dobbiamo comportarci dopo il tunnel carpale?
 
Sono in classe ma non seguo:
come si capisce se un affluente è di sinistra o destra,                         
come si stabilisce se un affluente è di destra o di sinistra,
da che cosa sono alimentati i fiumi appenninici,
perche il mare e' salato.
Ho sbagliato una verifica di geografia,
come posso rimediare,
per andare a Fiuggi che mezzo prendo,
come si chiamano le stanze sotto al Colosseo,                                    
cos’è strato in grammatica,                            
cos'è appena i analisi logica, 
bene è un aggettivo?
Cosa significa amebo?              
Perché si chiama modo condizionale
in analisi grammaticale andiamo! cos'è
con quante insufficienze si è ammessi alla maturità.                          
Insegnanti ignoranti…
 
Cosa studiare per la Siss:                   
dove è l'accento di ilare
dov’è claudia rivelli
dove si trovano le ossa temporali.     
Domanda: quando finirà beautiful?
cosa mangiare in trenta minuti?
come si fa ad essere snodabili?                     
 
Mi piace il mio prof che ha 20 anni,
non far chiamare la prof a casa,
è davvero brutto per una ragazza avere le orecchie a sventola?
Che se ne stia zitto e lasci continuare il doloroso e amato viaggio.
Pioggerellina che picchia argentina,
cosa ti ha dato la scuola?
Ore minuti intervallo di marea lunare,
pazienza,
poveri alunni,
l'egoismo ed il denaro regneranno sovrani,
internet farà sparire i libri di carta!

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sabato, 17 maggio 2008, ore 09:11
scarabocchiato da LaVostraProf tanto per parlare di attualità, ministri

Il ministero, dalle nostre parti e sul sito dedicato, si chiama ancora della Pubblica Istruzione. Ma se cercate notizie “gelmini” su Wikipedia o se andate sul sito del governo, vi dicono invece che esso si chiama Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Era Pubblica Istruzione, poi MIUR con la Brichetto, poi è tornato Pubblico, ora sta già tornando Miur? Cioè, andiamo, giochiamo ai quattro cantoni? Su, dai, non scherziamo e correggiamo Wikipedia e poi andiamo avanti a leggere.
Perché dovreste cercare “gelmini”?
Il nuovo Ministro si chiama Mariastella Gelmini e sul sito del Ministero la sua sezione è in aggiornamento. Si vede che non se l’aspettavano proprio. Che avevano già fatto un bel controfiletto per la Aprea e la Stella li ha spiazzati. Però c’è tutto già su Wikipedia.
La Gelmini era presidente del Consiglio comunale di Desenzano, ma nel 2000 l’hanno sfiduciata. Per inoperosità. Ma si vede che gli dispiaceva, a quello che ha scritto, scrivere che il nostro Ministro della Pubblica Istruzione ha aperto la sua carriera con inoperosità, così che, tra parentesi quadra e in piccolo, ci dice: citazione necessaria. Come dire: ohè, io non volevo dirlo, ma metti poi che salta fuori da qualche nemico della Pubblica Istruzione, che figura ci facciamo? Meglio dirlo subito. Che poi la cosa bella è che però il sindaco di Desenzano dice che non è mica vero, che il voto di sfiducia ci fu ma mica perché era inoperosa, l’han detto solo per cacciarla via per una questione di riequilibri all’interno del partito.
Ora mi aspetto che Paulo mi chieda di riequilibrarlo all’interno della classe con qualche buon voto. La Gelmini, però, è diventata poi l'autrice del progetto di legge per la promozione e l'attuazione del merito nella società, nell'economia e nella pubblica amministrazione. E infatti, l’han promossa ministro. Per merito, si vede.
Eh, i tempi. Mi ricordo quando la commissione governativa per l’istruzione la presiedeva Alessandro Manzoni.

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venerdì, 16 maggio 2008, ore 09:07
scarabocchiato da LaVostraProf tanto per parlare di divagazioni, domande esistenziali

Sento ieri, nel delirio post-febbrile, un operaio di una fabbrica di ceramiche, o di mattonelle, cose così, che si lamenta degli stranieri e dell’euro ma dice, tra le altre cose, che il suo sarebbe uno stipendio buono, tra i 1300 e i 1400 euro se non fa la notte (se no, di più). Sono d’accordo (che sarebbe un stipendio buono). Perché io piglio 1453 euro, se non vado in gita per tutta una giornata. Se vado, tre euro in più. Grande rispetto per il duro lavoro di operaio in fabbrica, ma.
Ma mi vien da pensare che conveniva mettermi a lavorare subito, risparmiarmi nove anni di studi dopo le medie, risparmiare tasse universitarie, libri, abbonamenti del treno e via così, mi trovavo un bel capitale e ora, dopo quasi trent’anni di anzianità, avrei preso lo stesso di quello che prendo ora. Ora che ho buttato via abbonamenti del treno, tasse, libri eccetera.
Inoltre.
Leggo su un quotidiano diverso dal solito, che ho comprato per via che sono stufa di leggere i soliti quotidiani, ma tanto anche questo è il solito quotidiano, leggo a pagina 14 che una signorina francese si è arrabbiata perché han detto che studia alla Sorbona (che è vero) e che si paga gli studi e la vita facendo l’attrice porno (che è vero), costretta a monetizzare il sex-appeal estremo per farsi largo tra le tristezze della vita verso la laurea (che non è vero, dice lei, e per questo si arrabbia, perché lei lo fa perché le piace, mica per pagarsi un alloggio).
Ma insomma, perché le piace o perché le tristezza della vita, il fatto è che la signorina comunque attua queste pratiche materialistiche che le valgono la miseria di 1500 euro al mese (citazione letterale).
Ecco.
Non solo ho buttato via nove anni di studi, tasse, libri, biglietti del treno, ma sono qui che mi piglio una miseria, per dare un’istruzione a future studentesse a luci rosse.
Si impara sempre qualcosa, quando si è malati.

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giovedì, 15 maggio 2008, ore 09:10
scarabocchiato da LaVostraProf tanto per parlare di avvisi

Chiedo scusa se non ho più risposto a nessun commento, ma da giorni, quando aprivo qui, mi diceva che la piattaforma era in manutenzione (sfondo blu, messaggio, finita lì). Adesso ho fatto una cosa (che, mi dicono, si chiama "svuotare la cache del browser") e sono riuscita a rimettermi in linea (nel senso di internet, ché l'altra...).
Ma c'ho 39 di febbre, placche in gola, giramenti e nausea. Che son qui soltanto perché ho dovuto spedire un file a un mio collega a scuola, se no oggi non poteva andare avanti con un progetto che dovrebbe concludersi a breve.
E questo lo dico soltanto per farvi notare il mio fulgido attaccamento al dovere


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domenica, 11 maggio 2008, ore 18:29
scarabocchiato da LaVostraProf tanto per parlare di oi dialogoi, grammatica, alunni

ovvero: andiamo tutti a Santiago di Compostela.

Poiché con la bella stagione qui van tutti in vacanza, mi ritrovo al pomeriggio con un laboratorio di tre persone. Che ci sarebbe da fare tutto un discorso sulla bellezza delle riforma Moratti che per risparmiare sulle spese mi paga per far lezione a tre persone, mentre prima la facevo, la stessa lezione, a tutta la classe, ma vabbè. Prendiamo quel che il cielo ci manda e decidiamo di fare un bel ripasso di analisi logica.
Convenuti: Linìn, Pinotto e Tadeo.
Tadeo arriva in ritardo (solito).
Ma prof, è appena suonata (solito).
È appena suonata e tu sei di nuovo in ritardo.
Tanto non mi dicono niente.
Come non ti dicono…? Ti sto dicendo io che sei in ritardo!
Sì, ma le altre volte non mi dicono niente.
Tadeo, sei-in-ri-tar-do, domani mi porti la giustificazione.
Ma era appena suon… (occhiata) Va be’, va be’.
Vai al posto e prendi il libro.
Sì, prof.
Pinotto, intanto tu fai la prima frase.
Che cosa faccio?
Pinotto, partiamo dall’inizio, vediamo se trovi i predicati, eh? Leggi.
Maria e Carla hanno percorso a piedi i chilometri del cammino di Santiago di Compostela.
Bravo. Dov’è il predicato?
Mmmm… Hanno percorso?
Bravo. Solo quello?
Mmmm… No.
Come no? Quale altro predicato c’è?
Cammino.
Come, cammino? Perché?
Voce del verbo camminare.
E chi è che cammina?
Maria e Carla.
Maria e Carla cammino?
Mmmm… Eh, no.
Bravo, e allora.
Io cammino.
Ma scusa: Maria e Carla hanno percorso a piedi il chilometri del (io) cammino di Santiago?
Mmmm… Eh, no.
E allora cammino che cos’è?
Predicato, voce del verbo camminare.
Ma se non funziona: “ i chilometri del (io) cammino”!
Allora no.
Eh, allora no. E come mai dici che è un predicato?
Mmmm… sembra un predicato. Cammino, io cammino, camminare. Sembra un predicato.
Bravo! Ma non lo è, non funziona come predicato.
Sembra.
Bravo, sem-bra. Invece cos’è?
Mmmm. Verbo?
Nooo! I chilometri Del cammino! Cos’ha davanti la parola cammino?
I chilometri.
(sigh) Dopo i chilometri!
Mmmm… ha davanti “del”?
Bravo. E che cos’è “del”?
Soggetto.
Soggetto di che…? Linìn, piantala di ridere!
Scusi, prof.
Pinotto, soggetto di che cosa?
Di cammino.
Linìn, piantala di ridere.
Scusi, prof, non ce la faccio.
Pinotto, senti. Se “cammino” non è un verbo, che cosa può essere?
Uguale al verbo.
Sì, senti, ci somiglia, a un verbo, si confonde, con un verbo, ma è un…?
Eeeehh… prof…
Linìn, se non la smetti di ridere, ti soffochi.
Scu…si…prof…
Pinotto, non ti ricordi che cosa può essere il cammino, anche se assomiglia a un verbo, ma non è un verbo??
Mmmm… Un predicato?
Pinotto, verbo in grammatica, poi in analisi logica diventa a volte predicato, ma è la stessa cosa. Qui no, invece.
No, prof.
Linìn, piantala di ridere e dimmi tu che cos’è.
Un…no…me…, prof…
Bene, brava. Capito, Pinotto?
Sì, prof, cammino, nome di camminare.
Campanella. Ecco, fine dell’ora di ripasso.

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giovedì, 08 maggio 2008, ore 14:37
scarabocchiato da LaVostraProf tanto per parlare di nonsense, oi dialogoi, mammme, udienze

Evviva, oggi è venuta a udienza la mamma di Chiarina l’ochina!
Seeee, lo so, è maggio iniziato, Chiarina fa l’ochina da settembre, ci si poteva far sentire prima, tanto per sapere che la figlia fa l’alga, non sa chi è Carlo Magno, cioè, no, un momento, sono troppo cattiva, non è vero che non sa chi è Carlo Magno. Il fatto è che non sa nemmeno che abbiamo parlato di Carlo Magno, se lo sapesse (che ne abbiamo parlato) magari saprebbe anche chi è.
Comunque, ha messo la Russia nella penisola iberica, e il fiume Ebro al posto del Po, e quando le chiedo: ma scusa, che cosa stiamo facendo?, mi guarda scuote la chioma, liscia la fragiona, stringe un poco la boccuccia e scuote la testa e si capisce che dice: guardi prof, mi spiace proprio tanto per lei, ma non ne ho la più pallida idea.
Comunque non diventa rossa. È diventata rossa soltanto quando le ho detto di coprirsi la pancia, di non farmi vedere il sedere, e di smetterla di inseguire durante l’intervallo ogni maschio che vedeva nel corridoio, sopra i dodici anni (quelli di dodici anni non li caga; lo so perché Giucas, che ha appunto dodici anni, si è fatto tagliare i capelli in modo che da un lato comparisse la scritta “chiarina!”, ma lei, niente).
Comunque con me sta buona. Immobile, zitta e ferma. Qualche volta si liscia i capelli. Qualche volta li scuote, i capelli. Me ne accorgo per il rumore che fa il suo cervello che sbatte piano di qui e di là mentre ondeggiano le chiome.
Comunque.
La mamma.
Mi avvisa che il marito va via due settimane, premio produzione o viaggio di lavoro, capisco mica bene, in Egitto. E la vuole con lei. E lei: no, che non lascio i bambini a casa salire per salire noi su un aereo. Allora: andiamo tutti, anche i bambini (così, se cade l’aereo, i bambini non restano orfani, cadono anche loro).
Ma signora, e la scuola?
Eh, ma poi torna.
Sì, vedo. C’è l’abitudine, in questa classe, di piantar lì la scuola e andare in vacanza.
Ah, ma tanto lei mi fa l’elenco di tutto quello che fa in quei quindici giorni.
Guardi, signora, basterebbe che sua figlia prendesse il libro e se lo studiasse da-ca-po.
Eh, sì, è un po’ lenta a studiare.
No, guardi che non studia proprio. Le abbiamo anche mandato una lettera.
Ah, la lettera è stata un terremoto. Nella mia famiglia, non è mai arrivata una lettera.
Signora, ma la lettera è di due mesi fa.
Sì, e nella mia famiglia, mai.
In ogni modo, Chiarina è insufficiente, lo sa?
Ah, ma come, in matematica va benissimo, c’ha ottimo, in italiano va bene, c’ha più che buono.
Eh, invece con me non studia e c’ha insufficiente.
Ma come, alle elementari era così brava, le maestre mi dicevano è brava, studia, va bene. Solo in matematica aveva la sufficienza, e l’ho iscritta ai laboratori [quelli della Moratti, accidenti] solo di matematica, e invece in matematica c’ha ottimo e in storia no.
Sì, signora, perché non sta attenta, non studia, non fa niente.
Eh, già, ma questa classe va male, non riuscite a tenerla.
Eh, no, signora, guardi che con me non fiatano, e Chiarina sta seduta ferma e zitta, solo che…
Ma alle elementari era tanto brava. E qui non fa più niente.
Allora perché la porta via quindici giorni?
Ma bisognerebbe che i genitori di quelli che disturbano fossero avvisati.
Signora, guardi che Chiarina, quando non ci sono io, disturba più degli altri, dice parolacce che neanche uno scaricatore di porto, non sta nel banco.
Sì, ma bisognerebbe che i genitori di quelli che disturbano fermassero i figli.
Signora, ma lei riesce a fermare Chiarina e a farla studiare?
Perché dopo se disturbano quelli lì ci va di mezzo tutta la classe.
Infatti non andranno in uscita.
Ecco, questa non è una punizione giusta, perché quelli bravi ci rimettono.
Signora, ce ne sono cinque su ventisei che si può portare fuori. E Chiarina è una di quelle tra le più scalmanate e maleducate.
Eh, sì, bisognerebbe avvertirli i genitori di quelli che disturbano, che si interessino dei figli.
Signora, la sto avvertendo, Chiarina non studia, non fa i compiti e, nelle altre ore, disturba come una cavalletta, lei si interessa?
Allora prendo il libro di storia e mentre andiamo in Egitto la faccio studiare?

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